I test sierologici vanno alla ricerca degli anticorpi (immunoglobuline) IgM e IgG prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta alla presenza del virus Covid-19 nell’organismo

Perché fare i test sierologici?

  • Perché permettono di individuare le persone entrate in contatto col virus in maniera silente che potrebbero aver sviluppato la malattia con sintomi blandi o addirittura assenti.

  • Forniscono utili informazioni sulla salute pubblica in termini di prevenzione e igiene.

  • Sono molto utili nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale nella comunità.

Quando si attivano gli anticorpi IGM e gli anticorpi IGG?

In caso di infezione, normalmente  le IgM vengono prodotte per prime, con il tempo il loro livello cala per lasciare spazio alla produzione di IgG. Quando nel sangue vengono rilevate le IgG significa che l’infezione si è verificata già da diverse settimane.

Nel caso dell’infezione da Sars-Cov-2, le ultime evidenze scientifiche dimostrano, che è possibile rilevare le IGM prodotte nello stesso intervallo di tempo in cui si riescono  a rilevare  anche le IGG ovvero a partire dal 12° giorno rispetto all’infezione.

Pertanto il momento utile per eseguire il  test sierologico per la rilevazione delle  IGM coincide con quello per rilevare la presenza delle IGG, con una però più completa definizione dello stato di eventuale avvenuta  immunizzazione.

Grafico Igm Igg test sierologici

Grafico Igm Igg test sierologici

Perché è consigliabile eseguire il test sierologico per le IGG ?

  • Perché è utile nell’identificare le persone asintomatiche.

  • Perché è utile nella diagnosi dei casi sospetti quando il test molecolare è negativo.

  • Perché fornisce informazioni utili sullo stato anticorpale e l’eventuale avvenuta immunizzazione

  • Perché aiuta ad identificare più rapidamente il migliore percorso sanitario.

Quanti tipi di test sierologici esistono?

Esistono due tipi di test:

  • Test sierologico rapido qualitativo: stabilisce la presenza degli anticorpi restituendo una risposta descrittiva qualitativa (Positivo o Negativa)
  • Test sierologico quantitativo o semi quantitativo: stabilisce la quantità degli anticorpi nel sangue attraverso scale numeriche di valori

Come funzionano i test qualitativi rapidi?

Vengono effettuati su campioni di sangue capillare prelevato mediante digitopuntura. O prelievo venoso.

Si basano su tecniche immunocromatografiche ed utilizzano supporti di nitrocellulosa.

Il campione di sangue viene depositato in una celletta in cui sono state depositate particelle rivestite di antigene virale sintetico.

Il fluido migra per capillarità verso l’alto se nel campione in esame sono presenti anticorpi IgG o IgM questi avranno riconosciuto e legato l’antigene ed il complesso IgG-Ag o IgM-Ag verrà intrappolato da specifici anticorpi anti-IgG o anti-igM e visualizzato come linea colorata nella specifica posizione (G o M) presente sul supporto

Come funzionano i test quantitativi?

I test quantitativi vengono effettuati a partire da sangue venoso e permettono di conoscere la quantità di anticorpi prodotta da un individuo.

Con questi test è possibile seguire la variazione della produzione anticorpale effettuando prelievi nel tempo.

Test quantitativo in (Enzyme Linked Immunosorbent Assay) (ELISA)

Il campione viene depositato all’interno di un pozzetto di una piastra in cui è immobilizzato l’Ag virale.

Dopo un’incubazione con la proteina virale:

  • se nel campione ci sono Ig specifiche per l’antigene si forma un complesso che viene successivamente riconosciuto da un anticorpo specifico complessato con un enzima. Fornendo il substrato per tale enzima si favorisce una reazione colorimetrica dando luogo ad una soluzione colorata.
  • se nel campione NON ci sono Ig specifiche per l’Ag virale la soluzione non si colorerà

L’intensità del colore della soluzione registrata e quantificata con specifici strumenti (spettrofotometro) è proporzionale alla quantità di Ig presenti nel campione analizzato

Test quantitativo in chemiluminescenza (CLIA)

La metodica CLIA si basa sullo stesso principio dell’ELISA, ovvero rilevazione del complesso Ig-Ag (Immunoglubline –Antigene) attraverso uno anticorpo anti-Ig coniugato ad un enzima.

Nella CLIA l’enzima non è implicato in una reazione colorimetrica ma in una reazione chemioluminescente con produzione di fotoni che vengono letti e quantificati da strumenti adeguati (luminometri) rendendo la metodica più sensibile dell’ELISA

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